27/10/11

Insel-Bücherei

Oggi vi segnalo questo post dal blog dei Topipittori (muble muble), che parla di una collana editoriale tedesca super conosciuta in Germania per il poco prezzo e la grande qualità. Ovviamente vi metto una bella figurina con dei papaveri!


25/10/11

La filosofia del materiale

Oggi (a costo di ripetermi e ripetermi e ripetermi) faccio pubblicità alla biondissima e olandesissima (vedi Luigi, gli olandesi come sono?) Christien Meindertsma, il cui nome mi risulta chiaramente impronunciabile,  trentunenne nata ad Utrecht di professione designer (e tutto il resto lo trovate nel suo cv). È quella donna che ha confezionato il famosissimo libro sui mille usi del maiale, ampiamente celebrato dalla sottoscritta. Le sue mosse da creativa (per usare una parola orrenda) si radicano sulla sua passione per i raw materials (materiali crudi, grezzi, originari) e per il loro impiego nel processo di produzione. Vi lascio una fotina e il video della sua conferenza al TED.

da One sheep sweater 2010
















24/10/11

The Book Illustration Competition

Oggi voglio condividere con voi un concorso di illustrazione che ho trovato sul sito Graphic Competitions, che è una piattaforma in continuo aggiornamento su cui potete trovare concorsi di grafica, illustrazione, fotografia, tipografia, ecc. ecc.
Il concorso si chiama The Book Illustration Competition e viene indetto annualmente dalla Folio Society, (un circolo/casa editrice inglese specializzato/a in nuove edizioni di classici della letteratura) per cercare nuovi illustratori da assoldare per lavorare su un progetto editoriale imminente.
L'opera scelta quest'anno si intitola "The Bloody Chamber and other stories" di Angela Carter: si tratta di un'antologia di racconti ispirati alle favole della tradizione popolare riscritte in chiave più "dark" e pubblicata per la prima volta nel 1979.



Ma che cosa si richiede per partecipare?

Ecco le informazioni pratiche:

- Si richiedono 3 illustrazioni (le dimensioni sono indicate sul sito) a tutta pagina ispirate a ciascuno dei seguenti 3 racconti selezionati: The Bloody Chamber, Puss-in-Boots and The Company of Wolves. Informazioni più dettagliate le trovate qui;
- Il primo premio consiste in una commissione pagata 4000 sterline per realizzare il libro completo, mentre altri 5 meritevoli (3 dei quali studenti) riceveranno 500 sterline ciascuno. Il vincitore si impegnerà a realizzare 7 illustrazioni + design della copertina entro fine marzo 2012.
- La deadline è al 10 gennaio 2012: entro la fine del mese il vincitore verrà contattato in modo che possa mettersi a lavorare al libro. Vincitori e selezionati verranno annunciati in luglio a pubblicazione avvenuta. Sia il vincitore che i selezionati devono dare la disponibilità a inviare alcuni lavori originali per eventuali scansioni/mostre/materiale/ecc.

L'unico tasto dolente è questo:
Per partecipare occorre pagare una tassa di iscrizione di 25 sterline (ridotta a 15 per studenti, quindi noi ricadremmo tranquillamente in questa categoria), quota che va pagata per forza online tramite Paypal.
Contando che però le illustrazioni non vanno spedite in Inghilterra, ma solo ed esclusivamente caricate online sul sito, mi sembra un buon compromesso (alla fine 15 sterline sono circa 17,20 €).

Se siete interessati a partecipare e non sapete come fare per trovare il libro, nella biblioteca della mia città c'è sia in italiano che in inglese, quindi posso farvi avere i racconti. Suppongo comunque che se si riesce a trovare a Faenza (che proprio una metropoli non è) sia reperibile anche a Bologna, Firenze, ecc.

Io pensavo di provarci...chi mi fa compagnia?

Ciao e buon inizio della settimana a tutti!

21/10/11

Bloggoteca

Oggi vi metto su La Blogothèque, che è un raccoglitore di filmati musicali nato nel 2006 a opera di tale Chryde. Il fulcro fondamentale della situazione sono i Take away shows, letteralmente concerti da asporto, filmati da persone diverse per l'associazione parigina che fa capo al sito. Purtroppo non sono riuscita a trovarne una versione inglese (ma magari esiste e voi siete più scaltri di me nello scovarla).
La filosofia è quella di diffondere musica in modo diverso, di mostrarla in modo diverso. Ai musicisti, incontrati nei loro vari tour musicali, viene chiesto di improvvisare un "concerto" (si tratta per lo più di performare un pezzo) lì dove si trovano, o comunque in luoghi poco ortodossi scelti all'uopo (parola che come sempre ci piace).



Qua c'è il canale de La blogothèque su Vimeo.


20/10/11

La tecnica di Simone Rea

Appena schiacciato "pubblica post", ecco che mi è venuta in mente una conversazione su Simone Rea l'ultima volta che siamo stati alla libreria Montefeltro (quindi secoli fa)... vero Nicola e Vale?
Meglio tardi che mai...
Comunque tempo addietro spulciando tra il bellissimo blog Le figure dei libri (che tanto conosciamo tutti, ma un link non fa mai male a nessuno) avevo trovato un post in cui Simone spiegava passo per passo come aveva realizzato questa illustrazione:



Il blog di Simone Rea lo trovate su simonerea.blogspot.com.

Per altre chicche di sapienza su qualsiasi argomento legato all'illustrazione, fatevi un giretto su  Illustrare libri: tecniche, segreti e consigli pratici sempre sulle Figure dei Libri.

Orsù, tutti a leggere :-)!

Riciao!

Pacchi, pacchetti e biglietti

Buongiorno gente!
Tanto per tenere le dita allenate sulla tastiera, vi linko un paio di siti
che tengo d'occhio di solito per fare un po' di brainstorming.
Si tratta di Lovely Package e del gemello Lovely Stationery, dedicati rispettivamente (come potete intuire) al packaging e all'immagine coordinata.


lovelypackage.com

lovelystationery.com

Ciao ciao!

16/10/11

Grizzly Man

Ciao a tutti e grazie per avermi invitato a collaborare
per questo blog; vi mando un cuore con le quattro dita <3

il nostro eroe! a destra, un essere umano.


A me, notoriamente, piace parlare di film, e oggi recensirò un film.
Anzi, un documentario.
Si tratta di Grizzly Man, 2005, USA, 103 minuti e Werner Herzog
(io aggiungerei anche Timothy Treadwell, considerando che
il 90% delle riprese è opera sua).



Wikipedia propone il film come "una delle più originali opere del regista tedesco. Questo intenso dramma esplora il desiderio umano di prevalere sulla natura, affascinante e violenta."

Potrei sottoscrivere, se non fosse per il fatto che l'unica
altra cosa che ho visto di Herzog è "My son, my son
What Have Ye Done", un film che onestamente non mi sentirei
di consigliare.

Werneg Herzog raccoglie gli spezzoni video realizzati,
come ho già detto, dallo stesso Timothy durante
il suo soggiorno in Alaska, nella splendida cornice
del Parco Nazionale del Katmai.

In sostanza, questo tipo a un certo punto della sua vita
si è rotto le palle degli esseri umani e ha optato
per gli orsi; comprensibile. E non stiamo parlando di orsi qualsiasi,
stiamo parlando di Grizzly, soprannome Ursus arctos horribilis,
che in Alaska, nello specifico, raggiungono le dimensioni
dei grandi Kodiak (700 kg e fino a 3 metri di altezza ritti
sulle zampe posteriori) secondi per grandezza solo agli orsi polari.

in realtà ti vuole bene


Si, animali alquanto pericolosi.

Prima di diventare un abbracciaorsi, Timothy era reduce da un passato costellato di quelle che definiremmo
"scelte sbagliate", tipo alcol&droghe&tentativi di diventare un grande attore, insomma problemi che affliggono ogni americano medio e che avevano finito per minare la sua integrità psichica (ma non fisica!).
I genitori (splendide le riprese domestiche) comunque affermano che a convicerlo ad abbandonare definitivamente la civiltà fu il rifiuto da parte della produzione di Cheers a una parte nella sitcom.

La scelta più ovvia per lui fu quella di fondare una specie di setta,
la Grizzly People, che si occupava della protezione degli orsi
del parco, già protetti quindi da qualunque legge nazionale.

Timothy si spinse oltre e passò 13 estati, da solo, all'interno
della riserva, popolata più o meno esclusivamente da grizzly,
volpine e salmoni.
Portò con sé, a quanto sappiamo, uno zaino e due telecamere
(e presumo una riserva pressoche infinita di batterie),
con le quali realizzò delle immagini davvero stupende,
qualcosa come 100 ore di riprese.

Penso che come direttore della fotografia dei suo film
fosse un genio.
In quasi ogni ripresa si pone di fronte alla telecamera e commenta
la vita degli orsi con dedizione e ammirazione; pare avesse dato
un nome a ognuno di loro.
In queste scene sembra esaltarsi per qualunque cosa,
compresa l'imponente merda degli orsi per cui per cui sembra
provare lo stesso affetto che dedicheremmo a un neonato.
Probabilmente arrivò a pensare di essere un orso, sicuramente
desiderò di esserlo. Con il tempo si acuì in lui una certa propensione
alla paranoia spintissima tanto da immaginare i guardaparchi come nemici
e ostacolo per la sua missione di salvaorsi (che, ricordiamo,
vivevano e vivono tuttora in una riserva federale protetta,
probabilmente indisturbati prima dell'arrivo di Timothy).

La vicenda dell'uomo che viveva con gli orsi divenne nota
e ironicamente Timothy finì per diventare
davvero una star, e partecipò a moltissime trasmissioni.

Wikipedia ci ricorda che "mentre era ospite al Late Show
di David Letterman, il popolare conduttore statunitense
chiese a Timothy se avrebbero mai letto sul giornale
che era stato mangiato dagli orsi.
La domanda apparve alquanto divertente ma, tempo dopo,
si rivelò tristemente profetica."
Domanda simpatica, aggiungerei.

La storia ha un tragico quanto annunciatissimo epilogo.
O almeno Herzog sembra proporcelo come tale,
con cinismo dichiarato nei confronti delle forze incontrollabili della natura.
(quest'idea mi ha aiutato a inquadrare meglio MySonMySon).

Timothy non avrebbe mai fatto del male a un orso,
e credo non avrebbe nemmeno voluto morire per "zampa" di un orso.
Né, immagino, avrebbe voluto che la sua ragazza morisse con lui.

"Della loro tragica fine esiste una documentazione audio
fornita dalla telecamera di Treadwell, che era otturata dal tappo
e che registrò le loro grida strazianti."

Un orso non è una tigre. Non è fatto per attaccarti
alla gola e provocarti il più delle volte una morte molto rapida.
Un orso è in grado di uccidere un altro orso, a botte.
I Grizzly colpiscono la preda, senza necessariamente ucciderla,
diciamo "rendendola inoffensiva", e procedono a divorarla.

Quello che succede guardando questo meraviglioso documentario
è quello di provare un'enorme simpatia per questo buffo biondino,
in fondo ammirevole nella sua convinzione e dedizione, ma al contempo
provare un fortissimo senso di inquietudine e una stretta nauseante
all'altezza del petto ogni volta che si fa riferimento alla forza bruta degli orsi.

Bye bye, Timothy.

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Design autoprodotto a Bologna

Buona domenica a tutti!

Proprio ora girovagando ho trovato questo articolo che parla di una mostra/mercato dedicata al design autoprodotto a Bologna, dal 18 al 20 novembre.
L'evento si chiama OpenDesign Italia Selected e si svolgerà al Palazzo Maccaferri presso I Portici Hotel, nel pieno centro di Bologna. Si tratta di una manifestazione recentissima che verrà organizzata a cadenza biennale: la prima edizione c'è stata l'anno scorso e da quello che ho capito questa mostra/mercato farà da preambolo alla prossima edizione.
Come accennato, si tratta appunto di una manifestazione dedicata interamente all'autoproduzione e alle sue potenzialità in relazione alle realtà anche artigianali del territorio. Dovrebbe esserci sostanzialmente di tutto, dal product al graphic design (stando al bando di partecipazione del 2010).

Che dite, può interessare?



Ciao a tutti!

14/10/11

Mamma RAI

Della TV italiota si butta via più o meno tutto.
Di quella privata non ne parliamo...
La RAI, dopo tagli e oscure scelte dei dirigenti, riesce invece con fatica a ritrovare le sue origini di servizio pubblico. All'improvviso alcuni programmi scompaiono dai palinsesti oppure vengono spostati in orari e giorni che fanno calare gli ascolti drasticamente in modo da rendere quelle trasmissioni solo un peso economico da eliminare il prima possibile.

I programmi più attaccati (chissà perché) sono quelli di diffusione e intrattenimento culturale, che però si possono guardare sul web!
Ecco quelle trasmissioni o reti che ritengo più interessanti...
aiutiamoli a resistere!
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PASSEPARTOUT
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Passepartout è stato cancellato! Ultima ottusa novità della rete.
Ma sul sito troviamo tutte le puntate trasmesse in questi anni.
 Possiamo quindi continuare a seguire le intuizioni e le critiche di Philippe Daverio a giro per l'Italia e il mondo, che lasciano nuovi spunti, interrogativi e curiosità.

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ART NEWS
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Art News viene trasmesso ogni domenica in orario pennichella e spesso nessuno ci fa caso.
Ci tiene aggiornati sulle ultime mostre d'arte e invita in studio artisti italiani, intervistandoli e dando la possibilità di fare arte in studio durante la trasmissione. I servizi a giro per il mondo risultano un po superficiali...ma l'arte è un universo in continua espansione e il programma dura un'oretta scarsa!
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RAI5
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Rai5 è stato la mia ultima scoperta. Sul digitale ma anche sul web.
È interamente dedicato all'intrattenimento culturale e propone nuovi programmi italiani (La Banda del Book, Emporio Daverio) e programmi dall'estero (David Letterman Show, Ted Talks) con le dovute traduzioni.
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TV TALK
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Poi, per RaiEdu, l'ormai noto (lo condivido perché siamo sempre in pochi a vederlo) TvTalk.
Un talk show interamente dedicato alla critica televisiva. Dove intervengo i protagonisti (conduttori, attori, registi) della tv italiana, ma anche professori e studenti che fanno interessanti analisi dei linguaggi, delle strategie e dei retroscena della nostra televisione.

ciao ciao

Cenere e Neve

Inauguro il primo dei miei post sul blog segnalandovi Ashes and Snow, lavoro di Gregory Colbert che ho scoperto a primavera grazie alle ricerche per De Boer.
Si tratta di un'opera composta da elementi di vario tipo (una serie di fotografie, un romanzo epistolare, un film di 60 minuti completo più diversi cortometraggi) che a sua volta è stata pensata per viaggiare per il mondo attraverso il Nomadic Museum, una struttura-installazione riassemblabile in ogni luogo che teoricamente dovrebbe continuare a viaggiare per vari luoghi senza una meta anche nei prossimi anni (al momento l'unica cosa che so è che l'ultima tappa risale al 2008).
Potrei dire che è un'opera onirica che indaga l'uomo e l'animale, la sacralità della natura, ecc., ma sarebbe banale e assolutamente non esaustivo. Lascio quindi a voi il giudizio e vi invito a dare un'occhiata al sito.
Ultima nota: la colonna sonora del film è stata composta da Lisa Gerrard, artista australiana che ha collaborato alla realizzazione di diverse colonne sonore di film famosi (tra cui Il Gladiatore). Se siete dell'umore giusto e in vena particolarmente meditativa, cercatevi qualche brano sia da solista che con il suo vecchio gruppo Dead Can Dance.

Molta acqua

Mh...ho trovato su  Fubiz (che, grazie a Betta, tutti più o meno conosciamo) tale Neil Craver, le cui mosse in generale non è che mi facciano particolarmente impazzire, tranne per questa serie, che è ospitata su questa specie di flickr (detta 500px, che non mi sono data la pena di esplorare).


(Neil Craver)

11/10/11

50 watts

Cose belllisssssime...
copiaincollando (verbo la cui forma infinita entrerà prestissimo nello Zanichelli) ciò che a sua volta il signor Schofield copiaincolla nella pagina about del suo 50 Watts (già A journey round my skull) questo sito è "possibilmente la più ricca raccolta di design editoriale e illustrazione dell'universo".
Essendo (anche se non dovrei) abbastanza ignorante in materia di blog e siti che divulgano informazioni di questo tipo non posso far altro che fidarmi, e in effetti il colpo d'occhio mi piace abbastanza.
Anche qua raccogliamo cose varie...è una specie di ffffound, ma mi sta un po' più simpatico.


(Ben Jones, il cui sito anche va visto)

(ma aiutatemi con le tag, che io proprio...)

08/10/11

Cominciare dalle basi

Bèh, allora, vediamo se funziona...
Timidamente apriamo questa bella scatola (facciamo finta che sia di latta dipinta, un po' scrostata perché l'abbiamo trovata su una stuoia in una piazza, esposta ad ogni tipo di intemperie, in un mercatino delle pulci, di modo che ha quell'aria un po' vintage che per paradosso va tanto adesso, il ché le fa assumere una bella allure di preziosità anche se probabilmente è la cosa in metallo più economica che ci è capitato di acquistare negli ultimi sei mesi...) e, si diceva, apriamo questa scatola e ci mettiamo dentro un po' di cosine che forse possono tornarci utili, ora o in futuro che sia. Ci serve per vantarsi di aver scoperto una cosa bella, per trovarcene su altre e per far pubblicità a tutto quello che se lo merita. Ci serve anche per tenerci al corrente di festival, concorsi e conferenze varie. Insomma, facciamo che l'intento è quello di fare in modo che questa scatola ci serva.


Quindi, venendo al sodo, inauguro io con le basi: l'ormai inflazionatissimo sito del TED (Technology Entertainment Design), chi ancora non conosce ci butti un occhio perché può esserci utile et ispirante. Allora, il sito è essenzialmente un raccoglitore di saperi ed esperienze e cose analoghe: sono "idee da diffondere" tramite conferenze su argomenti vari, tenute da soggetti vari e messe sul sito, in modo che siano consultabili da tutti (ci sono pure i sottotitoli in 38 lingue diverse...).
Spulciatevelo un po', che io vi metto qua una bella storia (che è anche corta, quindi si può suivre).